Il mio cervello

Il mio cervello è la metropolitana delle mie idee, che scorre sottoterra trasportando persone, mentre fuori immutabili vedi solo le stazioni.

Escono le persone e sono tutte uguali, stanche, sudate, sfatte, persone che hanno subito tremende trasformazioni durante il giorno, che si sono viste togliere la volontà, il profumo, la pettinatura, il trucco.

Il mio cervello trasporta soltanto vecchie idee, quelle moderne viaggerebbero in altre maniere, in barca a vela ad esempio, a piedi nudi e torace libero dalla camicia e la cravatta.

O con uno zaino sulle spalle e scarpe da montagna, a cercare fresco sulla vetta di un monte, e poi mangiarsi un panino in silenzio.

Le persone in metropolitana sono vestite con occhiali da sole, cuffie e, i più stravaganti, un libro; per il resto potrebbero essere nude, nessuno se ne accorgerebbe, nemmeno il finto zingaro che suona il violino o lo xilofono da viaggio.

Ai miei pensieri comprerò un lettore di musica, così non si distrarranno, smetteranno di andare a piedi da soli e si faranno semplicemente trasportare e spingere, scendere e salire in opposto modo due volte al giorno come vuole la vita moderna, quella lì fuori.

E’ certo che non è il caldo il problema, ma sono i vestiti che ho indosso, pesanti e inadatti, danno il prurito e sviluppano cattivi odori.

Non vedo l’ora di mettermi nudo.

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