Riflessioni politiche #4

27 giugno 2009

Il fatto che il Presidente del Consiglio sia un industriale, amico di industriali, proprietario di una azienda di pubblicità, e che possa usare questi strumenti per intimidire alcuni organi di stampa, non è un fatto secondario.

Voglio vedere come l’opposizione commenterà, e cosa farà in Parlamento, per rispondere a questi evidenti tentativi di sovversione dello Stato.

A meno che non gli vada bene così, e preferisca parlare di mignotte.

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2012

26 giugno 2009

Il 20 12 2012 compirò 51 anni.

Mi tira un po’ il culo se proprio il giorno dopo

finirà il mondo


Riflessioni politiche #3: Extra

25 giugno 2009

Dunque, il Parlamento non funziona, e quindi inizia a passare il concetto che:

1 – basterebbero la metà dei componenti attuali;

2 – si potrebbero far votare solo i capigruppo e in 5 minuti si avrebbe finito.

Inoltre, l’attuale sistema elettorale favorisce i partiti più grandi, e con le ultime elezioni abbiamo di fatto perduto le estreme.

Tra poco, per essere extraparlamentari sarà sufficiente essere democristiani morotei.


Intro, Estro

22 giugno 2009

Lasciarti, restare, sperare, continuare, seguire, aspettare, telefonare, scrivere, andarsene, ritornare, fuggire, scappare, riapparire, ascoltare, parlare, sopportare, amare.

Già fatto tutto questo, io.

Ora tocca a te.


Approssimazioni successive #3

22 giugno 2009

Mi allontanai dal pub con il sopracciglio alzato e la testa bassa, in fondo era vero, se non ero io, cosa mi importava sapere?

-Scusi la mia amica, non è cattiva è solo strana-

L’amica della ragazza mi aveva rincorso sui sanpietrini e mi aveva apostrofato così, quando mi voltai per guardarla vidi che aveva i capelli ricci raccolti in una coda tenuta da una matita.

-No, stavo pensando proprio a questo infatti. Perchè fare domande?-

Eravamo lì in mezzo alla stradina, a due passi dal pub, e voltando la testa mi accorsi che l’altra ragazza, quella con il padre morto, non c’era più.

-E’ andata via, la sua amica?- chiesi

-Si- rispose

-E lei, non la segue?- aggiunsi

-No, io abito qui vicino, vede quella casa? Lì, al secondo piano- disse indicandomi una piccola palazzina a tre piani, con una grande pianta di edera che saliva su per il muro.

-Bene, allora, le auguro buon pomeriggio. – la salutai, ma lei mi trattenne mettendomi una mano sulla spalla.

-Avrei bisogno di chiederle un favore- mi disse a bassa voce.

Guardai l’orologio, poi mi resi conto che non era così importante l’orario in cui sarei tornato a casa. Così le proposi di bere qualcosa insieme mentre mi spiegava cosa le servisse.

Ci avviammo verso un bar poco distante, con tre tavolini di ferro messi su una specie di pedana esterna ed un recinto anche di ferro, come a sembrare un piccolo balcone.

Il cameriere venne a prendere le ordinazioni e ci lasciò soli.

-La mia amica sta male, sa?- attaccò subito lei.

Mi accesi una sigaretta, appoggiando la borsa sulla seggiola accanto a me, poi risposi:

-Non sarebbe meglio iniziare sapendo i nostri nomi?-


Demo (crazia)

13 giugno 2009

Dunque, se ho ben capito la democrazia funziona così.

Un tizio, circa venticinque anni fa, decide che si deve comprare la politica italiana, ed inizia direttamente dall’allora presidente del consiglio, PSI.

Se devo comprare, voglio il meglio, insomma.

Poi, quando il suo riferimento viene mandato via in malo modo, e scappa dal paese, decide che diventerà lui stesso il presidente del consiglio.

Nel frattempo, tutti quelli che potevano e dovevano fare qualcosa (ossia il parlamento dell’epoca dove mi pare c’erano ancora i comunisti) non hanno fatto un beneamato.

Il tizio viene alla fine eletto, democraticamente per carità, e diventa finalmente presidente del consiglio, e guida un governo con una maggioranza indiscutibile.

Approfitta, perciò, per farsi alcune leggi che servono a lui direttamente, e qualcun’altra per gli amici che lo hanno aiutato, per carità, tutto democraticamente, con votazioni, dibattiti, insomma, tutto in regola.

Un paio di volte cade, ma si rialza più arzillo e capelluto di prima, fino a che arriva ad autoconvincersi della propria immortalità.

Si fa ad esempio una legge per cui il presdelcons può portare chi gli pare sui voli di stato, ed anzi fa diventare i propri aerei facenti parte della flotta di stato, così non c’è pericolo che qualcuno si sbagli.

Inoltre sposta la sede ufficiale del governo da Palazzo Chigi a casa sua, sempre quella di Roma, non una delle 82 che lui ne ha.

Il tutto, naturalmente, democraticamente, scrivendo leggi, o facendosele scrivere, facendole votare, insomma, tutto in regola.

Nel frattempo i controlli democratici (opposizione, vabbè, società civile, rivabbè, quotidiani, ahahaha ma fatemi il piacere, mezzi di informazione, maddai, che mi fa male la pancia per il ridere….), ossia negli ultimi 20 anni, usufruendo di sovvenzioni statali, aumenti stipendiali, rimborsi elettorali, non hanno fatto una beneamata cippa se non fare qualche girotondo, un paio di manifestazioni in cui manco loro credono, facendo una decina di domande (in 20 anni, 10 domande? ohibò).

Il tutto democraticamente, per piacere.

Poi pian piano il nostro inizia a sfarfallare, a diventare impresentabile, a fare figure un po’ da ubriaco, in giro per il mondo, come l’amicizia fraterna con Gheddafi, tanto per citare l’ultima (ad ora, eh!), e pian piano inizia a crollare.

Insomma, fa tutto da solo, l’ascesa, il periodo d’oro, la decadenza e, alla fine, la caduta.

A parte la considerazione, mia, che quel che mi preoccupa sarà il suo dopo, con un puttanaio da rimettere a posto, coscienza sociale in primo luogo.

Ma in tutto questo la democrazia è stata utilizzata per costruire una specie di dittatura, diciamo, in modo democratico, più o meno come il ventennio fascista, quando Mussolini fu nominato Primo Ministro dal Re, e fu deposto democraticamente sempre dal Re, dopo che il Gran Consiglio lo aveva messo in minoranza.

Insomma, la democrazia non ha al suo interno i meccanismi per evitare di essere momentaneamente sospesa, e probabilmente  fa comodo così, in certi periodi meglio essere democratici, in altri meglio esserlo meno.


Invisible Man

12 giugno 2009

a volte pare proprio che io sia invisibile