Approssimazioni successive #2

Al tavolo a fianco al mio due ragazze chiacchieravano in tedesco, ogni tanto una delle due rispondeva al cellulare e l’altra approfittava per bere un sorso dal suo bicchiere e guardarsi attorno, in una parodia di privacy verso l’amica.
Guardai il foglio bianco sul mio tavolo, la lettera che stavo scrivendo per spiegare la mia decisione, ma dopo la data e ‘Cara Julie’, non mi veniva altro.
La birra stava nuovamente finendo, guardai l’orologio e decisi che potevo tornarmente a casa, ancora per un po’.
Misi penna, foglio e libro nella borsa e mi alzai per andare verso la metropolitana, una distanza di appena cento metri, a due passi dal centro di Roma.
Mentre stavo passando vicino al loro tavolo una delle ragazze mi chiamò:
-Scusi, lei è Stephan?-
Era la ragazza che mi dava le spalle, di cui conoscevo solo la nuca, i capelli scuri e la maglietta color limone.
-No, signorina, non sono Stephan- risposi.
-Allora mi scusi, l’avevo scambiata per un amico di mio padre-
-Suo padre è giovane, allora- dissi
L’altra ragazza fece un sorriso che coprì con il fumo della sigaretta.

-Mio padre è morto, a dire il vero- rispose lei

-Chi sarebbe questo Stephan amico di suo padre, che mi assomiglia?- chiesi con un poco di imbarazzo

-Se non è lei, è inutile che glielo dica, no? Mi scusi se l’ho disturbata, arrivederci- fece lei, e girandosi verso l’amica aggiunse:

-Mi andresti a prendere un’altra birra, per piacere?-

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