Talofa (Benvenuti)

A 8 gradi SUD e 178 gradi EST, tra le isole Figi e le Solomon, c’è un gruppo di isole che costituiscono lo stato di Tuvalu.
Giuridicamente è un protettorato britannico, e fa parte dell’ONU dal 1999.
La prima visita da parte degli europei fu quella dello spagnolo Alvaro de Mandana y Neyra nel 1568, e nel 1892 entrò a far parte del governatorato britannico delle isole Gilbert e Ellice.
Nel 1915 divenne una colonia, da cui si distaccò nel 1978.
Con i suoi 25 Km quadrati (in diminuzione) è il quarto più piccolo stato del mondo, ed ha una popolazione di poco più di 11000 abitanti.
Il Governatore è nominato dalla regina Elisabetta II, su proposta del Primo Ministro.
Il Parlamento è composto da 15 membri, eletti negli otto collegi isolani.
Lo stato di Tuvalu infatti è
composto da nove atolli, ed il suo nome in lingua polinesiana significa esattamente “Otto insieme”.
Gli atolli composti da più isolotti sono Funafuti, Nanumea, Nui, Nukufetai, Nukulaelae, Vaitopu, mentre quelli composti da una sola lingua di terra sono Nanumaga, Niutao e Niulakita; quest’ultima non fa parte delle otto isole storiche, ed è abitata dai nativi di Niutao.
La capitale è Vaiaku, nell’atollo di Funafuti dove risiede il governo e dove è l’unico aereoporto dell’arcipelago, con voli regolari verso le isole Fiji. Il collegamento con le altre isole è garantito dalla nave M.V.Nivaga II; come si vede nella fotografia, dall’alto l’immagine di questo atollo ricorda il viso di un uomo.
Le isole Tuvalu sono proprietarie del dominio .tv, che hanno ceduto in affitto ad una società di telecomunicazioni della California, ed i proventi vanno direttamente nelle casse dello stato.
La maggior parte della popolazione lavora sulle navi, mercantili o pescherecci, che navigano nel Pacifico, mentre pochi altri sono occupati nelle cave di fosfati, sebbene ormai l’estrazione sia ridotta al minimo.

La massima altezza raggiunta da queste isole è di 5 (cinque) metri.
Negli ultimi anni le isole di Tuvalu sono state battute da pericolosi tifoni, come nel novembre del 2004, nel febbraio del 2005 e del 2006, e
soffrono il problema delle maree. L’ultima, il 28 febbraio del 2006, raggiunse oltre tre metri d’altezza, facendo praticamente scomparire la gran parte della terra emersa sotto le acque dell’Oceano Pacifico. E’ stata la marea più alta dal 1990.
Agli eventi naturali, si aggiunge un pericolo ulteriore a causa del riscaldamento globale, a cui gli abitanti di Tuvalu non contribuiscono
per niente, visto che la maggior parte della popolazione si sposta in bicicletta, esiste qualche motocicletta, e pochi trattori nei rari campi coltivati. Con i cambiamenti climatici, in parte naturali ed in parte accelerati dalle emissioni di CO2, le acque dell’Oceano Pacifico si innalzano di continuo, fino a che nel 2060 ricopriranno completamente ogni terra emersa.
Analoga sorte toccherà anche alle isole Maldive, turisticamente più conosciute.
La ONG Tuvalu Overview, in collaborazione con l’Asahi Shinbum, uno dei maggiori quotidiani giapponesi, sta mettendo in piedi un progetto per sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sul problema del riscaldamento globale, e soprattutto per fornire aiuti alla popolazione dell’arcipelago.
Il fotografo Shuuichi Endou si è proposto di fotografare tutti e undicimla gli abitanti dello stato di Tuvalu, realizzando così una  mostra fotografica  itinerante, che sarà presentata prima in Giappone e poi oltreoceano.
A maggio di quest’anno è stato completato il progetto per l’isola di Nukulalelae, e quindi tutti i circa 400 abitanti di questo atollo sono stati fotografati.
La notizia in Italia è stata riportata da Il Sole 24 Ore.
Per maggiori notizie sullo stato di Tuvalu vi invito a visitare il sito ufficiale.

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