Demo (crazia)

Dunque, se ho ben capito la democrazia funziona così.

Un tizio, circa venticinque anni fa, decide che si deve comprare la politica italiana, ed inizia direttamente dall’allora presidente del consiglio, PSI.

Se devo comprare, voglio il meglio, insomma.

Poi, quando il suo riferimento viene mandato via in malo modo, e scappa dal paese, decide che diventerà lui stesso il presidente del consiglio.

Nel frattempo, tutti quelli che potevano e dovevano fare qualcosa (ossia il parlamento dell’epoca dove mi pare c’erano ancora i comunisti) non hanno fatto un beneamato.

Il tizio viene alla fine eletto, democraticamente per carità, e diventa finalmente presidente del consiglio, e guida un governo con una maggioranza indiscutibile.

Approfitta, perciò, per farsi alcune leggi che servono a lui direttamente, e qualcun’altra per gli amici che lo hanno aiutato, per carità, tutto democraticamente, con votazioni, dibattiti, insomma, tutto in regola.

Un paio di volte cade, ma si rialza più arzillo e capelluto di prima, fino a che arriva ad autoconvincersi della propria immortalità.

Si fa ad esempio una legge per cui il presdelcons può portare chi gli pare sui voli di stato, ed anzi fa diventare i propri aerei facenti parte della flotta di stato, così non c’è pericolo che qualcuno si sbagli.

Inoltre sposta la sede ufficiale del governo da Palazzo Chigi a casa sua, sempre quella di Roma, non una delle 82 che lui ne ha.

Il tutto, naturalmente, democraticamente, scrivendo leggi, o facendosele scrivere, facendole votare, insomma, tutto in regola.

Nel frattempo i controlli democratici (opposizione, vabbè, società civile, rivabbè, quotidiani, ahahaha ma fatemi il piacere, mezzi di informazione, maddai, che mi fa male la pancia per il ridere….), ossia negli ultimi 20 anni, usufruendo di sovvenzioni statali, aumenti stipendiali, rimborsi elettorali, non hanno fatto una beneamata cippa se non fare qualche girotondo, un paio di manifestazioni in cui manco loro credono, facendo una decina di domande (in 20 anni, 10 domande? ohibò).

Il tutto democraticamente, per piacere.

Poi pian piano il nostro inizia a sfarfallare, a diventare impresentabile, a fare figure un po’ da ubriaco, in giro per il mondo, come l’amicizia fraterna con Gheddafi, tanto per citare l’ultima (ad ora, eh!), e pian piano inizia a crollare.

Insomma, fa tutto da solo, l’ascesa, il periodo d’oro, la decadenza e, alla fine, la caduta.

A parte la considerazione, mia, che quel che mi preoccupa sarà il suo dopo, con un puttanaio da rimettere a posto, coscienza sociale in primo luogo.

Ma in tutto questo la democrazia è stata utilizzata per costruire una specie di dittatura, diciamo, in modo democratico, più o meno come il ventennio fascista, quando Mussolini fu nominato Primo Ministro dal Re, e fu deposto democraticamente sempre dal Re, dopo che il Gran Consiglio lo aveva messo in minoranza.

Insomma, la democrazia non ha al suo interno i meccanismi per evitare di essere momentaneamente sospesa, e probabilmente  fa comodo così, in certi periodi meglio essere democratici, in altri meglio esserlo meno.

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One Response to Demo (crazia)

  1. rouge ha detto:

    Hai capito bene, funziona pressappoco così. E’ che chiamarla dittatura suona così male.

    rouge

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