Giotto

10 luglio 2009

Dunque, se ho ben capito, la faccenda del clima viene usata così:

cari India, Cina, Brasile, voi siete le nazioni che ci soppianteranno, noi europei e nordamericani.

la cosa, naturalmente, ci dà parecchio fastidio.

sapete, ci siamo accorti che c’è quel piccolo problema del clima mondiale, anzi che diciamo piccolo, è importantissimo, caspita, è l’aria che respiriamo e l’acqua che beviamo, ed il cibo che mangiamo.

noi europei e nordamericani, certo.

insomma, non possiamo mica continuare a fare quel cavolo di porco comodo nostro con il clima planetario, bisogna ridurre le emissioni, bisogna trovare metodi di sviluppo sostenibile (sostenibile, da noi, certo), e noi europei e nordamericani ci siamo impegnati a trovarlo.

abbiamo deciso che voi, che siete coloro che ci soppianteranno a breve (diciamo vent’anni? facciamo trenta? e che volete che siano…), dovete abbassare il tasso di inquinamento delle vostre fabbriche, mettere filtri, produrre meno CO2, insomma, dovete investire affinchè le vostre fabbriche producano meno schifezze.

quindi noi abbiamo deciso che voi dovete firmare l’accordo sul clima che noi abbiamo stilato.

voi non c’eravate, ma questo è il G8, mica il G14 o cose del genere, nemmeno l’ONU (ricordate, l’ONU? quello).

a dire il vero la Cina era stata invitata, ma a causa di piccoli problemi interni, sui quali noi europei e nordamericani naturalmente non possiamo entrare, i suoi rappresentanti sono dovuti andare di corsa a casa.

insomma, dovete rispettare l’accordo che noi abbiamo fatto, tra di noi.

come dite? che così facendo rallenteremo il vostro sviluppo, e che quando toccava a noi svilupparci ce ne siamo fregati?

vabbè, mo’ sta a guardà il capello….

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